Malaccoglienza alba piemonte

Casi di straordinaria malaccoglienza nell’albese

Una conferenza stampa di CarovaneMigranti per denunciare le violazioni dei diritti nei Cas di Roddi e La Morra

Quando quest’estate abbiamo conosciuto quasi per caso alcuni ragazzi ospiti in un centro di accoglienza straordinaria di un piccolo comune dell’Albese, abbiamo subito intuito dalla tristezza dei loro volti che la parola “accoglienza” stonava in tale contesto, ma non potevamo neanche lontanamente immaginare la sequela di violazioni di diritti che subivano ogni giorno da mesi.
Centri di accoglienza straordinaria che ricordano centri di ben altro tipo, che di accogliente non hanno nulla e dove di straordinario vi è solo la rapidità con cui si dimentica quel senso di umanità e giustizia che dovrebbe portare a riconoscere dignità ad ogni abitante di questa Terra.
La situazione peggiora ogni giorno di più. Durante le feste natalizie quattro ragazzi sono stati espulsi dai Cas di due diversi comuni gestiti dallo stesso ente gestore, uno ha rischiato addirittura di venire espulso dal sistema di accoglienza. 
Crescono le minacce, continuano a “non andare” a scuola di italiano visto che nonostante il freddo i ragazzi si spostano in bicicletta e ieri uno di loro, reso invisibile dalla nebbia e dall’indifferenza, è stato investito.
Nella ferma convinzione che calpestare i diritti di qualcuno significhi calpestare quelli di tutti, ci vediamo dunque in dovere di difendere la loro come la nostra dignità e libertà, pertanto invitiamo tutti a partecipare numerosi all’iniziativa prevista per sabato 13 gennaio ad Alba e meglio descritta nel comunicato stampa che segue.

Autore: Marta Peradotto

Presentazione pubblica, con gli ospiti richiedenti Protezione internazionale, della 
Lettera aperta al Prefetto di Cuneo sul funzionamento e il rispetto degli impegni previsti dalla Gara per il “Servizio di accoglienza di cittadini stranieri e la gestione dei servizi connessi” in alcuni Centri di Accoglienza Straordinaria dell’albese.

Sabato 13 gennaio 2018 alle ore 15.30
Alba (CN) – Piazza Michele Ferrero (già Piazza Savona)

Conferenza stampa:

Rispetto e Dignità, e l’accoglienza farebbe bene a tutti.

La Prefettura di Cuneo ha destinato (nel biennio 2017-2018) oltre 58 milioni di euro per il “Servizio di accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale”. Ne hanno beneficiato 51 operatori della provincia per 2.300 posti di accoglienza. Ogni posto come saprete vale 35 euro al giorno e di questi solo 2 euro e cinquanta vanno al rifugiato.

E tutto il resto?
E’ questa la domanda che faremo pubblicamente e che ci è stata rivolta dai migranti che saranno con noi sabato. La sorte, per noi volontari torinesi, ha voluto che normali legami di amicizia dovessero portarci nell’albese. Nulla di più.

Una telefonata, un aiuto concreto e la scoperta di realtà che hanno poco a che vedere con l’accoglienza e soprattutto con l’integrazione. Se alcune situazioni fossero puntualmente accertate potremmo pensare che i soldi dei contribuenti siano stati spesi nel peggiore dei modi.

Ma c’è qualcosa di altro.
Parallelamente ad un’accoglienza che produce ricadute positive sui territori, creando ricchezza e opportunità di lavoro anche per i nostri concittadini, rileviamo, nei casi che abbiamo seguito, l’esatto contrario: un impoverimento umano, nelle relazioni e nelle occasioni di integrazione che dovrebbero cominciare a preoccupare le nostre comunità. Ai ragazzi vittime della “mala accoglienza” non viene data alcuna possibilità di inserimento, non imparano l’italiano o lo apprendono poco e male, anche solo perché arrivare a scuola può diventare un’impresa eroica. Abbandonati, non inseriti nel tessuto sociale sono destinati ad entrare, dopo i puntuali dinieghi delle Commissioni territoriali, in un circuito di clandestinità. Il nostro paese scoprirà con colpevole ritardo di avere sprecato denaro e soprattutto di aver annientato delle persone, di aver seminato rancore contribuendo a creare nemici al posto di giovani capaci e generosi.

Sabato sarà per noi un’occasione pubblica per denunciare l’invisibile, il negato, il non detto.
Un’occasione per tentare di trasformare il peggio in risorsa, e soprattutto di farlo con quanti più saranno disponibili.

Pubblicato su:  MeltingPot.org

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