Carovana Mesoamericana a metà del cammino

You are here:

Abbiamo ricevuto dal Messico il Comunicato Stampa della Carovana Mesoamericana a metà del cammino. Di seguito il racconto della “Carovana Gemella”

Da Città del Messico, Distretto Federale, ci comunicano che la Carovana procede secondo l’itinerario previsto. Patita da Tecnosique il 20 Novembre, data storica della Rivoluzione Messicana e giornata di mobilitazione nazionale per i 43 scomparsi di Ayotzinapa è arrivata nella Capitale Federale dopo aver toccato Tenosique, Palenque,Villahermosa, Estación Chontalpa, Coatzacoalcos, Acayucan, Córdoba, La Patrona, Apizaco, Bojay, San Sebastián Tenochtitlán, San Luis Potosí, Guadalajara, Celaya e, finalmente, la capitale.

Nel corso della Carovana, i 43 partecipanti , soprattutto madri dell’Honduras, del Savador, del Guatemala, del Nicaragua, sono stati protagonisti di numerosi episodi molto significativi. Dal ritrovamento da parte di Leonila Guerra del fratello Oswaldo dopo più di 17 anni di silenzio, all’incontro con un gruppo di giovani migranti terrorizzati che erano stati assaltati da un gruppo armato composto dai famigerati Zeta e ne erano usciti miracolosamente vivi, all’accoglienza straordinaria ricevuta in ogni tappa dai più di centro gruppi, associazioni dei diritti civili, organizzazioni della società civile, reti di rifugi e singole persone che, con il loro aiuto, hanno reso possibile la Carovana.

Nel corso del loro viaggio, hanno vissuto intensamente ogni momento, toccando con mano le condizioni di vita ed i tremendi rischi a cui sono sottoposti i migranti nel loro cammino attraverso il Messico verso il Nord. Trovando, spesso, nella rete di rifugi notizie dei loro familiari che sono passati di lì, vi hanno mangiato, dormito, lasciato talvolta pensieri per i familiari. Elementi che rafforzano la determinazione nel cercarli senza sosta. Ed hanno potuto verificare di persona che quanto sostenuto nella sentenza finale del Tribunal Permanente de los pueblos, (Ciudad de México, 12-15 de noviembre) rispecchia esattamente la relatà e cioè che il Messico si è trasformato in un cimitero di migranti, che gli scomparsi sono, secondo stime ottimistiche, 70 mila ma altri dati fanno lievitare il totale fino a 150 mila, che il popolo dei migranti non è considerato nient’altro che pura mercanzia che è stata privata di qualunque diritto, che lo stato non fornisce alcuna collaborazione a chi denuncia le scomparse e cerca i familiari e non ostacola in alcun modo il traffico di persone. Al contrario, spesso, da parte di apparati dello stato, sono state rivolte minacce ed attuate vere e proprie persecuzioni nei confronti di militanti dei diritti umani, sacerdoti, familiari, attivisti che sono diventati facile bersaglio per ogni tipo di organizzazione criminale: in sostanza, la morte definitiva dello stato di diritto, almeno per i migranti. Infine, la Carovana ringrazia la stampa ed i mezzi di comunicazione che hanno garantito una continua copertura informativa di q2uanto accade durante la Carovana stessa. Un riconoscimento finale alla CNDH (commissione nazionale diritti umani) presente con la sua quinta commissione ed alle corporazioni di polizia, tutte presenti per garantire la sicurezza della Carovana

 

Leggi il Comunicado de Prensa a Mitad de la Ruta

 

 

 

Leave Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

clear formSubmit